Biricoccolo - Susincocco

Biricoccolo - SusincoccoSinonimi: plumcot - biricoccolo - susincocco – pruna cresammola – albicocco nero – albicocco del Papa – susinoalbicocco – albicoccovioletto. Questa specie il cui nome è “Prunus Desycarpa” è un ibrido derivato da un incrocio naturale tra l’albicocco (prunus armeniaca) e il susino mirabolano (prunus cerasifera). Presenta caratteristiche intermedie tra i due genitori ed è resistente al freddo invernale. Per fruttificare necessità di essere impollinato da albicocco o dal susino mirabolano. Nel 1791 l’Ehrhart lo considera come un’entità specificata a sé stante, chiama prunus dasycarpa, attribuendogli il sinonimo di albicocco nero (Manaresi, 1950). Le varietà di Biricoccolo (con frutti molto simili nella forma e nel colore) disponibili in Italia sono due e precisamente: GROSSA PRECOE: è coltivata in provincia di Bologna. Il frutto è di media pezzatura (gr. 30-40) con buccia tomentosa, ha colore di fondo giallo e sovracolore rosso. La polpa è gialla venata di rosso, di sapore dolce, gradevole e profumata a piena maturazione. Matura e si raccoglie dal 20 giugno al 15 luglio al nord e dal 1 di giugno al 20 giugno al centro. PRUNA CRESAMMOLA: è il biricoccolo della zona vesuviana. Il frutto ha buccia tormentosa, è di pezzatura medio-piccola (gr. 23-30), di colore giallo con sovracolore rosso. La polpa è gialla intensamente venata di rosso, tenera succosa, dolce ed aromatica a piena maturazione. La maturazione è scalare, inizia verso la metà del mese di giugno o anche prima con esposizione a sud e continua fino al 25-30 dello stesso mese. Il Biricoccolo è stato menzionato per la prima volta in Europa dagli abati francesi Nolin e Blavet nel 1755 con il nome di “albicocco violetto”. Successivamente altri autori hanno citato la specie con il nome di albicocco nero, albicocco del Papa e susino-albicocco. L’origine della specie è incerta e la pianta non esiste allo stato selvatico. (Uno studio approfondito della durata di 15 anni sul biricoccolo è stato effettuato negli anni 30 e 40 dal Prof. Angelo Manaresi, titolare, a quei tempi della cattedra dell’Istituto di coltivazioni arboree dell’università di Bologna. Questo studio ha consentito di illustrare la pianta evidenziandone i pregi, i difetti e le possibilità di coltivazione). Essendo un ibrido derivato da un incrocio occasionale e naturale fra l’albicocco e il susino mirabolano la sua presenza può essere rilevata in tutte le zone dove queste due specie sono diffuse. La specie è coltivata nella Cina Occidentale e nell’Asia centro-meridionale. La fioritura avviene dopo quella dell’albicocco e quasi contemporaneamente con il susino mirabolano (fine marzo-aprile). Il fiore è medio piccolo con petali bianchi soffusi di rosa. La fioritura avviene prima dell’emissione delle foglie. Il polline ha una elevata percentuale di sterilità e questo è giustificato dalla natura ibrida della specie. Pertanto la pianta è autosterile ed intersterile.